FAQ

1) Perché frequentare Buddies?
Oltre all’evidente vantaggio linguistico, recenti studi condotti in campo internazionale hanno dimostrato che una conoscenza approfondita di due o più lingue rappresenta una risorsa importantissima per il bambino, fornendo benefici sia culturali che cognitivi.
Dal punto di vista culturale frequentare una scuola bilingue rappresenta una ricchezza poiché permette al bambino di confrontarsi con due lingue e quindi con due culture diverse, imparando una maggiore tolleranza anche verso le altre culture. Saper comunicare in due lingue può fornire inoltre un indubbio vantaggio nel mondo del lavoro.
Dal punto di vista cognitivo il bilinguismo ha effetti positivi sia linguistici che non linguistici. A livello linguistico, conoscere più di una lingua permette al bambino di avere maggiore consapevolezza sulla struttura e il funzionamento delle lingue, avvantaggiandolo quindi rispetto ai coetanei monolingui nell’analisi metalinguistica e nell’apprendimento di altre lingue. A livello non-linguistico, inoltre, si è notato che il bilinguismo ha effetti molto positivi anche sull’attenzione: i bilingui, infatti, sono avvantaggiati nelle situazioni che richiedono una buona attenzione selettiva, ovvero una capacità di concentrarsi sulle informazioni rilevanti e di inibire quelle non rilevanti, come capita quando si devono gestire più compiti contemporaneamente o si deve passare velocemente da un compito all’altro.

2) È necessario che i genitori conoscano l’inglese? E se lo conoscono, è opportuno che essi lo parlino con il bambino, una volta che hanno deciso di iscriverlo a Buddies?
No, non è necessario che i genitori conoscano l’inglese né che lo parlino con i loro figli.

3) Quanto tempo ci vuole prima che mio figlio/a diventi bilingue?
Non c’e’ un tempo stabilito entro quale un bambino diventi bilingue; ciò dipende da diversi fattori e caratteristiche personali. Nei programmi bilingue gli studenti sviluppano le prime competenze verbali entro i primi due anni di frequenza mentre ci vogliono dai 4 ai 7 anni per sviluppare competenze linguistiche accademiche. Ci sono diverse fasi per l’acquisizione di una seconda lingua e queste devono essere rispettate.

4) Che cosa succede se mio figlio/a non capisce la lingua dell’insegnante o dei suoi compagni?
Nessuna pressione viene esercitata sul/la bambino/a. Si usano sussidi visivi, supporto di gruppo, linguaggio del corpo e molte altre strategie appropriate per facilitare la comunicazione e l’apprendimento. Cerchiamo di assicurarci che la lingua non diventi un’ostacolo nella formazione delle relazioni sociali tra studenti, tra bambino e adulto o che impedisca al bambino di imparare.

5) Potrebbe mio figlio/a confondersi mescolando le lingue?
Questo è un mito sfatato da anni grazie a studi specifici; i bambini a volte mischiano le lingue ma ciò va affrontato come una fase naturale dello sviluppo della seconda lingua che scomparirà con il tempo. Nelle prime fasi dello sviluppo dell’inglese è importante che il bambino abbia dei modelli sani da parte dell’adulto. Se gli adulti mischiano le lingue quando parlano ai bambini, allora loro imiteranno questo modello. Se gli adulti interagiscono con il bambino in una lingua di cui non hanno la piena padronanza allora anche i bambini impareranno a parlare come loro.

6) Come e in che lingua mio figlio/a si relazionerà ai suoi compagni? E ai suoi insegnanti?
E’ naturale che, nella prima fase di acquisizione, il bambino si relazionerà a entrambi, compagni e insegnanti, in italiano; vista l’importanza del potersi relazionare con gli altri noi rispettiamo l’uso della madrelingua da parte dei bambini nei primi tempi dell’apprendimento e nei momenti di svago.

7) Come potrò incoraggiare lo sviluppo dell’inglese di mio figlio/a o aiutarlo/a con i compiti se non parlo la lingua?
Non c’e’ bisogno di sapere la lingua per incoraggiare l’apprendimento di tuo figlio/a! Condividi questa esperienza parlandone, invitando tuo figlio/a a insegnarti alcune parole della nuova lingua, a leggerti una storia oppure cantarti una canzone! I bambini più grandi che potrebbero portare del lavoro a casa, dovrebbero essere in grado di svolgerlo in modo autonomo. Altrimenti parlatene con l’insegnante di vostro figlio/a.

8) Io parlo entrambe le lingue, Inglese e Italiano; aiuterei lo sviluppo della seconda lingua di mio figlio se cambiassi lingua e cominciassi a parlargli/le in Inglese/Italiano?
La risposta è: sicuramente no! Tuo figlio/a ha legato con te nella lingua che gli/le hai parlato sin dalla nascita. C’e’ testimonianza di ricerca che dimostra che ciò può causare problemi psicologici. Quindi non ne vale la pena. Ci sono altri modi per aumentare l’esposizione alla seconda lingua al di fuori della scuola e ciò può avvenire ascoltando la musica, guardando i film, viaggiando e stringendo delle amicizie con persone che parlano questa lingua.

9) Come faccio a sapere che mio figlio/a sta’ facendo progressi?
Riceverai riscontri dai suoi insegnanti. Osserva tuo figlio/a e il cambiamento di comportamento Spesso i bambini piccoli cominciano a parlare con i loro giocattoli nella nuova lingua acquisita; lo fanno anche con i loro fratelli/sorelle quando giocano da soli.

10) Come posso essere sicuro che a mio figlio/a non si creino delle carenze o che non rimanga indietro nel suo rendimento scolastico o linguistico, in confronto con i suoi compagni monolingui?
All’inizio questo confronti sono assolutamente da evitare; l’acquisizione di una seconda lingua, come del resto altri tipi di apprendimento, è un processo e ci vuole del tempo; ogni bambino/a fa’ progressi in modo diverso; a meno che vostro figlio/a non abbia delle difficoltà di apprendimento, imparare una seconda lingua non lo/la tratterrà nell’apprendimento linguistico o accademico.

11) Quando chiedo a mio figlio/a di dirmi i colori in inglese, mi risponde che non lo sa; però sta frequentando questa scuola da ormai tre anni. Mi sembra che non stia imparando…
L’apprendimento linguistico, come ogni altro tipo di apprendimento fa parte di un contesto; i bambini collegano l’esperienza di apprendere una nuova lingua alla scuola e agli adulti che la parlano; chiedendo loro di usarla in un contesto a loro non naturale può creare scoraggiamento nei bambini e in alcuni casi possono rispondere “Non lo so” o completamente “chiudersi in se stessi”. Si consiglia ai genitori di non mettere i bambini sotto pressione o di interrogarli in una lingua non usata nell’ambito familiare.

12) Qual è la differenza tra Buddies e una scuola internazionale?
Le scuole internazionali sono scuole inglesi/americane che seguono il modello e il programma del loro paese. Nel nostro caso, la scuola segue il programma vigente in Italia.